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Tra fiori, spezie e perle: il fascino del Biedermeier rivive nei laboratori di via Rastello

19-01-2025 12:33

Arnaldo Ferraro

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Tra fiori, spezie e perle: il fascino del Biedermeier rivive nei laboratori di via Rastello

Il fascino del Biedermeier protagonista dei laboratori artigianali di Via Rastello: decorazioni uniche, tradizione e creatività al centro di Gorizia.

Riqualificare e valorizzare nuovamente il Borgo Castello e la storica via Rastello, questi gli obiettivi principali del progetto “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture”, un’iniziativa che, finanziata dai fondi regionali e PNRR, vede coinvolte diverse realtà cittadine organizzate all’interno di cinque cluster tematici.
Tra i protagonisti di uno di questi cluster, autori di oltre 20 progetti, rientra anche la Bottega multiculturale dell’arte e dell’artigianato, realtà cittadina collocata al civico 62 di via Rastello capace di distinguersi negli anni come una vera e propria boutique di pezzi unici.

 

Per contribuire attivamente al progetto di riqualificazione urbana, la Bottega, ribattezzata “Cera una volta di FVR” (con un chiaro rimando alla vendita delle candele artigianali presenti all’interno del negozio), ha presentato, a partire da ottobre, una serie di eventi e iniziative per valorizzare l’artigianato, trasmettendo ai cittadini svariate tecniche artistiche: dalla decorazione Biedermeier alla realizzazione di maschere ispirate alla Dama Bianca.

In occasione di GO Makers, evento promosso da Confartigianato e patricinato dal Comune di Gorizia per celebrare l’artigianato artistico isontino (in programma il 26 e 27 ottobre 2024), la Bottega ha organizzato il primo laboratorio di decorazione Biedermeier, iniziativa ispirata al movimento artistico e ornamentale di matrice austro ungarica particolarmente in voga nella Contea di Gorizia dalla metà dell’Ottocento fino al 1918.

Durante quell’epoca, usi e costumi della corte viennese influenzarono la vita delle famiglie nobili e benestanti dell’Isontino. Tra le tradizioni, spiccavano il caffè servito nelle eleganti tazzine di porcellana e le raffinate composizioni decorative per i salotti, realizzate con fiori, seta, velluto, spezie, canutiglia di perle e nastri dai colori fané.

 

“Tra fiori, sete, bacche, spezie e perle. Laboratorio Biedermeier”:
Il laboratorio, dal titolo suggestivo “Tra fiori, sete, bacche, spezie e perle. Laboratorio Biedermeier”, è stato condotto da Monica Cosmai, esperta nel settore.
Durante entrambe le giornate del festival, dalle 15:30 alle 18:30, i partecipanti hanno potuto realizzare un pomander, un profumatore naturale per la casa decorato con spezie e materiali raffinati che richiamano appunto il fascino romantico del periodo Biedermeier.

Monica Cosmai ha dunque introdotto le tecniche principali per lavorare con elementi come anice stellato, cannella, vaniglia, pigne e bacche; spiegando l’utilizzo di materiali pregiati come canutiglia e perle per impreziosire ogni creazione. Dopo questa prima fase, i partecipanti si sono dedicati alla realizzazione di dettagli decorativi: spirali, torciglioni, farfalle e fiori, combinati con eleganza e arricchiti da nastri di velluto. Il risultato finale è stato un pomander unico e armonioso, simbolo di creatività e stile.

 

Questo primo appuntamento, accompagnato da una locandina multilingue e una vetrina a tema, ha riscosso grande entusiasmo e partecipazione da parte cittadini; un apprezzamento che ha incentivato la Bottega nella realizzazione di un secondo evento, tenutosi nella giornata del 30 novembre, intitolato “Una ghirlanda alla finestra. Laboratorio Biedermeier”.

 

 “Una ghirlanda alla finestra. Laboratorio Biedermeier”:
Nel corso del secondo incontro, condotto ancora da Monica Cosmai, i partecipanti si sono dunque cimentati nella realizzazione di una ghirlanda, anch’essa in pieno stile Biedermeier.

La ghirlanda non rappresenta soltanto un mero oggetto decorativo, ma simboleggia molti valori del passato appartenenti alla tradizione culturale pagana e cristiana. Celebre è, ad esempio, l’uso delle ghirlande nel mondo romano, epoca in cui esse venivano donate come buon augurio durante i Saturnali, le festività di fine anno dedicate a Saturno. Ghirlande che, inoltre, venivano utilizzate anche dai popoli nordici, grazie all’utilizzo di sempreverdi intrecciati in ricche composizioni, per omaggiare la natura e garantire il ritorno del sole durante il solstizio d’inverno.

Tuttavia, la maggiore carica simbolica di questo oggetto, divenuto con il tempo un vero e proprio cult natalizio, deriva direttamente dal Cristianesimo e dalla passione di Cristo. Le bacche rosse con cui sono solitamente adornate, infatti, sono un chiaro rimando al sangue del Salvatore, mentre le candele, quando incluse nella ghirlanda come corona dell’Avvento, rappresentano la Sua luce che illumina il mondo.

Durante la giornata del 30 novembre, dunque, Monica Cosmai ha guidato i partecipanti nella realizzazione di splendide ghirlande natalizie utilizzando rami sempreverdi, pigne (emblema di fertilità, abbondanza e spiritualità), nastri colorati (simboleggianti unione, amore e legami familiari) e svariati altri elementi decorativi.

 

Le iniziative promosse da “Cera una Volta di FVR”, tra queste i laboratori Biedermeier e l’iniziativa “GO&GO Vetrine in Scena”, dimostrano come l’artigianato possa essere un potente veicolo per riscoprire e trasmettere le tradizioni locali, creando momenti di condivisione e apprendimento per la comunità. Queste attività arricchiscono l’offerta culturale di Gorizia, prossima Capitale europea della Cultura 2025, contribuendo a fare di via Rastello un centro vivo e attrattivo.

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